Da Monza alla Birmania – In viaggio con Steve Mc Curry

Parcheggiare la macchina a Monza, Brianza, e poi partire, in compagnia di Steve Mc Curry per fare il giro del mondo in sole tre ore, passando per Birmania, Rajasthan, China, Sri Lanka, Yemen, Etiopia, e scoprendo storie di mondi lontani anni luce dalla nostra realtà quotidiana.
Ebbene sì, è possibile.
Ed è quello che è capitato proprio a me domenica scorsa (e che dovreste assolutamente provare anche voi).
 
Ma andiamo con ordine.
 
Steve Mc Curry – Oltre lo squardo – Villa Reale di Monza
Era giusto giusto dal 2009, dalla sua prima esposizione italiana a Palazzo Reale a Milano, che volevo andare a vedere una mostra fotografica di Steve Mc Curry (fotoreporter statunitense contemporaneo, quello della “ragazza afgana” sulla più celebre copertina del National Geographic, e non ditemi che non ne avete mai sentito parlare che mi si incapponisce la pelle, eh!).
Ci ho provato, che credete, e più di una volta anche, ma con esiti sempre fallimentari. Mi sono persa Milano. E poi Roma. E anche Genova.
 
Quando ho scoperto che Steve sarebbe tornato in mostra alla Villa Reale di Monza ho fatto davvero di tutto per organizzare una domenica di gita fuori porta (che poi, in dieci anni, non ero mai stata nemmeno alla Villa Reale stessa…come cogliere due piccioni con una fava!). E ammetto che anche questa volta fino all’ultimo non sapevo nemmeno se sarei riuscita a salire a Milano per il weekend….e invece, mai dire mai, questa è stata la volta buona in cui sono riuscita a trascorrere un intero pomeriggio girovagando tra le opere d’arte (sì, le definirei proprio tali queste foto) di Mc Curry.
 
Volti di uomini, donne, bambini, che raccontano ciascuno una lunga storia, e paesaggi provenienti da mondi diametralmente opposti al nostro. Questi sono i soggetti delle fotografie che si succedono per le sale del secondo piano della Villa Reale di Monza. 
Che siano dei capolavori, questo lo si vede al primo impatto. Ma per andare oltre alla semplice valutazione artistica, e farvi affascinare da ogni fotografia fino in fondo, bisogna comprenderne a pieno il significato e i retroscena. 
 
Per questo il mio primo consiglio è di prendere assolutamente l’audioguida. Anche se sono necessari alcuni minuti di attesa in più, ne vale assolutamente la pena, fidatevi.
Con l’audioguida all’orecchio sinistro e ll mio immancabile Samsung K-Zoom nella mano destra, sono partita alla volta di un vero e proprio viaggio intorno al mondo, e attraverso guerre, attentati e catastrofi naturali, in compagnia di Steve in persona (voce narrante dell’audio guida stessa).
 
Ero con lui in India nel 1983 quando, al termine di un monsone fortissimo, ha fotografato un uomo che portava in spalla la sua macchina da cucire arrugginita, unico oggetto salvato dal negozio andato distrutto (e ho scoperto che quella foto, pubblicata sul National Geographic, ha fatto sì che il produttore di quella macchina da cucire rintracciasse poi l’uomo e gliene mandasse una nuova perchè potesse riavviare la sua attività).
 
Ed ero con lui quando è sceso dall’auto durante una tempesta di sabbia per fotografare alcune donne che cercavano di proteggersi in mezzo al nulla. 
E anche davanti al bambino, per mano ai genitori, con la faccia annoiata durante un banchetto di matrimonio, e al minatore che, dopo dodici ore di lavoro sottoterra e con il volto ricoperto di fuliggine, appena uscito alla luce del giorno non vedeva l’ora di accendersi una sigaretta.
 
Ero con lui sul taxi a Mumbai, sotto un altro monsone, quando una donna con il suo bambino in braccio ha bussato al finestrino per chiedere qualche moneta, emblema forte della distinzione tra ricchezza – al chiuso dentro al taxi con l’aria condizionata – e povertà -all’aperto, senza nulla per proteggersi, sotto la pioggia torrenziale.
 
Ero con lui quando ha fotografato la donna storpia rimasta vedova a quattordici anni (!!!) che dopo lo scatto lo ha invitato a bere un caffè in casa sua, sorridente come non mai e grata alla vita per quello che aveva (???).
Ed ero ancora con lui la mattina dell’11 settembre 2001, appena rientrato da un viaggio e intenzionato a riposarsi per un po’, mentre stava mettendo in ordine alcune pellicole nel suo studio e un amico lo ha chiamato dicendogli “guarda fuori dalla finestra, c’è qualcosa che dovresti fotografare”. E in quell’istante una delle due torri è crollata. 
Potrei andare avanti ancora molto, svelandovi uno per uno tutti gli aneddoti che mi hanno fatto amare ancora di più ogni singola foto, ma non voglio rovinarvi la sorpresa: vi basti sapere, però, che dietro ciascuna stampa, innegabilmente stupenda dal punto di vista artistico, si nasconde una storia che vale la pena di essere ascoltata. Perché rende quella foto ancora più bella e ti permette di entrare dentro la foto stessa, in quel mondo così lontano dalla galleria affollata di una mostra una domenica pomeriggio a Monza, ma nel contempo così vicino, grazie alla perfetta descrizione che ne ricevi attraverso gli occhi e la voce di Steve Mc Curry.
Ecco, va anche detto che l’audio guida è fondamentale per sventare un attacco di claustrofobia e astrarsi da ciò che accade intorno al proprio spazio vitale: gente che si calpesta a vicenda, gente che si accalca davanti alle stampe più di impatto, gente che parla, gente che chiacchiera, gente che urla.
Eh sì, dopo il primo momento di elogio puro al fotografo, arriva anche quello di polemica piena contro il curatore e l’organizzazione in generale.
Troppa gente (ho capito che c’è la coda fuori, ma non puoi far entrare centinaia di persone tutte insieme, senza diluire gli ingressi), brutto l’allestimento, brutta l’illuminazione, non valorizzano per nulla le opere (fortuna che i colori di Steve sono talmente belli da riuscire a risaltare anche nell’impietoso contesto pensato per loro nella Villa Reale!).
Voi intanto, per non rovinarvi l’umore ancor prima di entrare, ascoltate me ed evitatevi ore ed ore di coda acquistando con il biglietto online, che è meglio. Secondo consiglio prezioso.
 
Il mio terzo e ultimo consiglio riguarda invece non tanto la mostra in sè, quando il l’aspetto “food”. Perchè, va bene la gita fuori porta e il pomeriggio artistico-culturale, ma è pur sempre domenica (almeno lo era nel mio caso, se siete tra i fortunati che possono andarci durante la settimana, solo tanta sana invidia per voi!)…e dove lo mettiamo il classico brunch?
 
Niente paura, si può prenotare direttamente al ristorante della villa, Le cucine di Villa Reale: brunch a buffet dalle 12.00 alle 15.00, piatti caldi e freddi, verdure a volontà, formaggi, affettati, carni, primi…e poi pancakes, krapfen, donuts e mousse accompagnati da litri e litri di caffè americano. Un po’ costosetto a voler ben dire (35€ contro la media di 20-25€ di un analogo brunch cittadino), ma paghi la location e per una volta tanto diciamo che si può fare senza troppi sensi di colpa.
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza

 

Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza

 

Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza
Brunch – Le cucine di Villa Reale – Monza

 

 

 

E dopo ore ed ore in piedi in giro per il mondo con Steve, aggiungerei anche un tè caldo (o aperitivo, a seconda dell’ora) da Tea Rose in pieno centro a Monza, proprio davanti al Duomo.
Tea Rose – Monza

 

Duomo – Monza

 

 

Ok, per il brunch e la tisana c’è sempre tempo, anche quando sarà primavera inoltrata e le passeggiate all’aperto per i Giardini di Villa Reale o gli aperitivi fuori in piazza Duomo saranno più piacevoli.
Ma per la mostra restano ancora solo tre weekend. Finisce il lunedì di Pasquetta. Cosa aspettate ad organizzare anche voi una gita fuori porta e farvi trasportare in giro per il mondo da Steve?
(in alternativa da fine aprile a fine settembre potete sempre fare un salto a Roma per vedere la stessa mostra allestita agli studi di Cinecittà, che male non farebbe comunque…)

Unica controindicazione, vi avviso per tempo, è che vi venga una tale voglia di partire che passerete il giorno successivo sul sito di Avventure nel Mondo a studiare le partenze estive alla volta del Sud Est Asiatico. E poi non dite che non ve l’avevo detto… 😉


Steve Mc Curry – Oltre lo sguardo

Villa Reale (secondo piano nobile)
Viale Brianza 1, Monza
30 Ottobre 2014 – 6 Aprile 2015
mar – dom 10.00-19.00 ; ven fino alle 22.00


Teatro 1 Cinecittà
via Tuscolana, Roma
18 aprile – 20 settembre 2015lun – dom (escluso martedì) 9.30-19.00

 

 
Le cucine di Villa Reale
BAR&COFFEE 9.00 – 24.00 | BREAKFAST 9.00 – 10.30
LUNCH 12.30 – 14.30 | DINNER 19.30 – 22.30
APERITIVO 18.00 – 21.00 | SUNDAY BRUNCH 12.00 – 15.00
 

 

Tea Rose
Piazza Duomo, 4, Monza
039 2356 0203
www.tearosecafe.it


Disclaimer:
Tutte le foto relative alla mostra sono state scattate personalmente a stampe originali © Steve McCurry.

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One thought on “Da Monza alla Birmania – In viaggio con Steve Mc Curry

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