Just me, myself and I (e basta e avanza) – Questa sono io.

JUSTELIT. Questo il mio nickname su Instagram e Twitter.
Non un caso quell’IT, non una scelta studiata a tavolino. Bensì il retaggio di una ormai lontana adolescenza. Credeteci o meno.
 
Eh sì, il primo articolo sulle IT girls l’ho letto a 15 anni, proprio su Grazia, presenza fissa settimanale sul tavolino del salotto di casa da che ho ricordi coscienti.
Eravamo sul divano da me, io e la mia inseparabile amica, sorella, quasi gemella. Lo ricordo, eccome se lo ricordo, perché da quel momento ci siamo ufficialmente rinominate e per i successivi anni siamo state l’una per l’altra Elit&Catit.
Era l’epoca delle prime uscite serali, con la compagnia di amici più grandi. Ci sentivamo super alla moda, anche se sfoggiavamo look che ora non proporrei nemmeno per una festa in maschera. Ci sentivamo più avanti rispetto ai coetanei perchè i nostri fidanzatini avevano addirittura vent’anni. Ci sentivamo delle vere e proprio trend setter. Mai avuto dubbi in merito.
Ed è proprio così, grazie a un piccolo delirio di onnipotenza adolescenziale, che sono diventata prima di tutto Elit.
Just me, myself and I
Just me, myself and I
Con il tempo poi mi sono evoluta in Justelit, protagonista di Just me and the cities.
Un nuovo prefisso, “just“, che potrebbe sembrare riduttivo, ma che rappresenta invece tutt’altro.
Sta ad indicare che sì, sono solo io. Ma quell’io basta e avanza. Perchè io sono un po’ tutto.
Sono quella che vive pianificando ogni singolo minuto e poi si ritrova alle sei del venerdi pomeriggio con due valigie in macchina, ancora indecisa se destinazione Roma o Cortina; quella che si aggira per i party della fashion week con sobrissimi cappotti maculati e poi si ritrova a dormire in un sacco a pelo nel deserto con tre pantaloni addosso e cappello di lana in testa; quella che impazzisce per i nuovi ristoranti, il sushi, la nouvelle cousine, il finger food, e poi si divora raclette e polenta in baita ad alta quota; quella che un weekend instagramma decine di outfit direttamente dai backstage delle sfilate e quello dopo intasa il suo wall con panoramiche di monti innevati visti da tutte le angolazioni; quella che nelle sue playlist dell’Ipod fa convivere Allevi e Einaudi con Jack Savoretti e Jack Johnson, passando per David Guetta e Bob Sinclair, e poi si ritrova in macchina di notte a cantare a squarciagola Laura Pausini e Tiziano Ferro; quella che una sera è a fare un aperitivo al Bulgari e il giorno dopo a teatro a vedere l’ultimo riadattamento di Pirandello; quella che una mattina la puoi trovare al parco a correre e il giorno dopo in una sala a 40 gradi e recitare i mantra di bikram yoga; quella che d’estate si sfoggia con uguale nonchalance tacco 15 e abitino nelle serate fortemarmine e infradito e caftano 24h/24 durante i soggiorni a formentera; quella che divora 1200 pagine di Shantaram in meno di un mese e poi la ritrovi sul divano con Il Diavolo Veste Prada sulle gambe; quella che sfoglia con lo stesso interesse Elle, Traveller e Living e con un altrettanto simile entusiasmo svaligia sia negozi di abbigliamento che di arredamento. Ma i soldi meglio spesi restano quelli per i viaggi.
 
Ah, sono anche quella che per 12 ore al giorno, ogni giorno, si barcamena tra le emergenze del pazzo mondo del marketing.
 
E’ di sera e nei weekend che do il libero sfogo alle mie innumerevoli passioni.
 
Ed è così che è nato Just me & the cities: nient’altro che una raccolta di opinioni e appunti personali sulla mia Milano e sulle mete dei miei frequenti viaggi e fughe del weekend. 
Sperando che la mia incontenibile curiosità possa fornire spunti e consigli a chi ancora non conosce tutto ciò che queste città hanno da offrire.
 
Fashion? Beauty? Food? Travel?
Anche la scelta della sezione in cui collocare il mio spazio è ardua.
Uno stream of consciousness ispirato dalle esperienze vissute giorno dopo giorno, ondeggiando tra i più diversi interessi; un po’ food, un po’ fashion, un po’ beauty, un po’ travel. Essenzialmente lifestyle a 360 gradi. Ecco, così mi definirei: una lifestyle blogger. Chiaramente sui generis.
 
Ah, dimenticavo: dicono che io sia simpatica. Dicono.
Dicono anche che io abbia un caratteraccio.
Beh, mi sa che hanno ragione. In entrambi i casi.
Bipolare, multipolare, eclettica, versatile, altalenante, lunatica o semplicemente pazza. Chiamatemi come volete. Questa sono io.
 
E ora per favore sarebbe tanto tanto apprezzato un like al link sotto.
 
Per lo meno per realizzare uno dei tanti desideri espressi la notte di capodanno, distesa su una gelida duna nel deserto marocchino sotto una pioggia di stelle cadenti (una delle quali dedicata alla richiesta di brevissimo termine di non morire assiderata all’istante su quella stessa duna). Il desiderio di partecipare a Blogger We Want You e diventare anch’io ufficialmente una It blogger.
 
Vogliamo provare a esaudirlo questo desiderio o l’aver sfiorato per un pelo la morte per congelamento non è valso a nulla?!
Liberamente ispirato al manifesto di Grazia.it.

www.grazia.it/category/GRAZIA.IT-MANIFEST

 
Just me, myself and I
Just me, myself and I


Just me, myself and I
Just me, myself and I