La distanza da Helsinki – Raffaella Silvestri

E’ proprio vero quello che si dice: un bel libro è uno che ti dispiace aver finito.
 
Ecco, questo e’ esattamente quello che ho provato nell’instante stesso in cui ho terminato l’ultima pagina de La distanza da Helsinki. Avrei continuato a leggere di Viola e Kimi per qualche altro centinaio di pagine. Nessun dubbio.
 

 
Ma facciamo un passo indietro: chi sono Viola e Kimi?
La distanza da Helsinki e’ il primo romanzo di Raffaella Silvestri. Che, per chi non dovesse avere alcuna reazione a questo nome, ha partecipato a Masterpiece, reality su Rai Tre per aspiranti scrittori che si è svolto lo scorso inverno, e si è classificata seconda. Ma tanto meritava che Bompiani ha deciso di pubblicare anche il suo romanzo, nonostante questo diritto spettasse solo al vincitore.
 
Soprattutto però Raffaella Silvestri per me è solo “la Raffa”. La mia ex collega, nonchè amica. Quella con cui ci aggiravamo per Montmartre a Parigi dopo i corsi di formazione sull’affascinante mondo del make-up, quella che, prestandomi Molto forte, incredibilmente vicino di Safron Foer è stata la causa inconsapevole del primo e unico volo perso in vita mia (sì, ho perso un volo perchè ero talmente assorbita nella lettura che non mi sono accorta del cambio di gate, ma questa è un’altra storia). La compagna di bikram yoga e di domeniche sera al cinema d’autore. Quella che stampava le prime pagine proprio di questo romanzo che ora mi ritrovo tra le mani direttamente nella sala stampanti del nostro ufficio. Quella che ha avuto il coraggio di lasciare un lavoro certo, a tempo indeterminato, in una grossa multinazionale, per inseguire un sogno, incerto, ma il SUO sogno. E ce l’ha fatta.
 
Sì, perchè non sono di parte, non lo dico perchè è un’amica: La distanza da Helsinki è davvero un bel libro.
 
È la storia di Viola, italiana, e Kimi, finlandese, che si incontrano a sedici anni durante un corso di inglese a Londra. Ma nulla a che vedere con il classico romanzo adolescenziale, con la storia d’amore tra teenager dal prevedibile esito a rose e fiori.
 
Anzi, questa è la storia disincantata di due vite che continuano a incrociarsi nel corso degli anni. Una storia di porte che si aprono e poi si chiudono e di tempo che passa e poi non si può più tornare indietro. C’è la speranza tipica degli anni giovanili, ma anche la disillusione e la rabbia dell’età più matura.
Non una trama che si srotola fluida di anno in anno, bensì una sequenza di fotografie dei momenti cruciali nella vita dei protagonisti, quelli in cui fanno le scelte che li porteranno poi a essere quello che sono, quelli che spiegano la conclusione di pagina 240.
 
E qui mi fermo. Ho proibito a tutti di darmi anticipazioni sul finale, non voglio rovinarvi la sopresa.
 
Quello che voglio aggiungere è solo che ora, dopo essermi portata Viola e Kimi ovunque, al mare, in campagna e di nuovo in spiaggia, mi mancheranno.
 
 
 
Che dire quindi? Tanta tanta stima (e invidia) per la Raffa, che ha rincorso il suo sogno e ce l’ha fatta. E un posto per me in prima fila a tutte le sue presentazioni.
 
 
E ora non posso che consigliarvi di andare in libreria a comprare il romanzo e poi aspettare le vostre opinioni.

Buona lettura (a qualunque distanza da Helsinki voi siate)!