Travel tips – Andalucia roadtrip

Il mio viaggio di Capodanno? Un tour dell’Andalusia organizzato last minute e fai-da-te con due amiche. Guida in mano, google maps a portarci sulla retta via e blog vari a suggerirci dove mangiare: abbiamo noleggiato un’auto e via, siamo partite per il nostro roadtrip, da Siviglia a Malaga, passando per Cordoba, Ronda, Jerez, Tarifa, Granada e tante altri paesini intermedi di non meno fascino.

7 giorni, 12 tappe, 10km camminati e 6 ore di macchina in media al giorno: di certo non un viaggio riposante, ma sicuramente quello di cui avevo più che bisogno per staccare, conoscere posti nuovi e iniziare il 2017 arricchita di una nuova avventura.

Un viaggio che consiglio davvero a tutti di fare. Per svariati motivi:

  • sei in Spagna, a solo due ore di volo dall’Italia, ma, grazie alle architetture arabeggianti, al clima caldo egli affascinanti paesaggi naturali,  la percezione è quella di essere in una Terra ben più lontana, dal fascino esotico.
  • non si spende davvero nulla: la cena più costosa, sempre in locali scelti da me (e vi sarete fatti un’idea di quale sia il mio gusto in tema di ristoranti) ammontava a 18€ a testa, fate un po’ voi.
  • non è per nulla difficile organizzarsi da soli. Noi ce l’abbiamo fatta, con poco più di una settimana di preavviso, con qualche ricerca online e tanta voglia di partire, fare, vedere.

Se poi voi voleste fare ancora meno fatica, ecco per voi il mio itinerario di viaggio e tanti utili travel tips per partire alla scoperta dell’Andalusia.

Aprite questa porta e scopriteli con me!

 

Granada - Alhambra

 

Day 1 & Day 2 – Sevilla

Si parte da Sevilla, la tappa più bella in assoluto, l’unica che a mio parere merita di starci due interi giorni.

Se poi è vero che questa città si anima particolarmente durante la sua famosa Feria de Avril (in aprile, per l’appunto), è altrettanto vero che forse merita più essere vissuta in un altro periodo, nella bellezza della sua affascinante routine quotidiana. Scoprirla nei due giorni a cavallo di Capodanno, magicamente svuotata, ha avuto davvero il suo valore aggiunto. Ma sono sicura che ve ne innamorerete anche in qualsiasi altro periodo dell’anno.

COSA FARE e VEDERE

Primo appunto importante: tutto a Siviglia è al massimo a 15 minuti a piedi da tutto. Armatevi di buone scarpe, quindi, e preparatevi a camminare. O, in alternativa, noleggiate una bici.

In ogni caso, da non perdere assolutamente sono:

  • un tour dell’Alcazar, il palazzo reale, con i suoi bellissimi giardini di aranci
  • una visita alla Cattedrale, salendo fino in cima alla Giralda, il campanile da cui si gode di una favolosa vista sulla città
  • una passeggiata fino alla magnificente Plaza de Espana, che vi lascerà davvero senza fiato
  • la visita della bellissima Casa de Pilatos (finita in cima alla mia top 3 di tutti i singoli luoghi visitati in questo viaggio!)
  • un giro per il barrio Santa Cruz, con le sue viuzze e piazzette piene di tapas bar dove fermarsi per una pausa rifocillante

DOVE MANGIARE

Sevilla è il regno dei tapas bar. Dimenticatevi la classica cena al ristorante seduti, ognuno con il proprio piatto davanti, e preparatevi a “compartir” tante tapas al centro della tavola. Per non andare, però, sul classico locale turistico esageratamente spagnolo, ecco i miei consigli per delle cene davvero particolari e piacevoli:

  • Contenedor: un grande stanzone dall’arredo particolare, quadri colorati alle pareti, sedie e tavoli l’uno diverso dall’altro, un pianoforte in un angolo, un prato finto in un’altro, la cucina a vista e una serie di piatti, abbondandissimi, e a dir poco deliziosi. Dalla tartare di salmone e mango al tataki di cervo con patata dolce. La filosofia del locale è quella dello slowfood, prendersi il proprio tempo per gustarsi il cibo con calma. E chi ha fretta di alzarsi da qui?! 🙂
  • Mechela Restaurante: un ristorantino davvero minuscolo, pochissimi coperti, atmosfera accogliente e un menù anche qui da leccarsi i baffi. Voto 10 al paté con marmellata di zucca. Così per dire.
  • Antiguedades Bar: proprio dietro la cattedrale, tra tanti baretti eccessivamente per turisti, questo locale si distingue per delle ottime tapas, poco convenzionali.
  • Alfonso XIII: se invece volete concedervi una pausa decisamente più di lusso, perchè non un tè delle 5 nel bar di questo storico hotel sevillano. Anche il brunch della domenica qui sembra essere un appuntamento niente male (anche se non sono riuscita a provarlo di persona).
  • Organic’s: il luogo perfetto se siete in astinenza di quell’ healthy food che sembra non aver attecchito troppo nel sud della Spagna, tra tortillas e chipirones ripieni d’aglio. Qui troverete ciotolone di yogurt e muesli, macedonie di frutta fresca, avocado toast, pane alla curcuma. Il paradiso dei vegetariani insomma. 🙂

Una sera vale anche la pena concedersi una “turistata” e andare a vedere uno spettacolo di flamenco. Prenotate online un posto allo storico Tablao Los Gallos. Il prezzo vale davvero lo spettacolo, ve lo garantisco (noi ci abbiamo fatto pure il capodanno, fate un po’ voi).

DOVE DORMIRE

Eccoci a un punto fondamentale. Perché dovete imparare che, nel caso di Sevilla, Booking.com e tutti gli altri siti di prenotazione online tendono a trarre in inganno.

Gli hotel migliori non ci sono e dovrete chiamare direttamente le strutture per prenotare. Ad esempio, del Palacio Villapanes non c’era traccia online: sarebbe stato davvero un peccato perderci un soggiorno qui, sentendoci quasi come a casa nostra, in un antico palazzo storico ristrutturato. Altro che banale hotel!

Se avete un budget più limitato, non fidatevi invece degli Hotel 3 stelle, ma preferite gli Hostal a 2 stelle, che in verità sono dello stesso livello, se non superiore, ma vantano in più location centralissime in affascinanti palazzi d’epoca con chiostri interni e arredi originali. Volete mettere la particolarità del risiedere qui invece che in un anonimo hotel 3 stelle?

 

 

Day 3 – Cordoba

Ve lo dico, Cordoba vale giusto un daytrip da Sevilla. Anzi, una mezza giornata qui basta e avanza. Da vedere ci sono solo la Mezquita e il centro storico, ma il fascino di entrambi è quasi totalmente annientato da orde di turisti (brutti) che si sparano selfie (agghiaccianti) in ogni angolo, mangiando improbabili tacos e hamburger fatiscenti da chioschetti sudici posti all’esterno della cattedrale. Ho reso l’idea???

Forse sarò stata a Cordoba il giorno sbagliato, non lo so… In ogni caso vi consiglio di andarci, quello sì, perché comunque la Moschea è davvero imponente e va vista (anche se dovrete lavorare duramente di astrazione per ignorare i suddetti turisti-brutti-che-si-sparano-selfie-tra-le-colonne). Poi però risalite presto in macchina e ritornatevene subito nella bellissima Sevilla!

 

 

 

Day 4 – Zahara de la Sierra / Ronda / Grazalema / Arcos de la Frontera / Malaga

Arriva poi la giornata tra i monti (colline, va’, siamo più realisti della Lonely Planet), a visitare i Pueblos Blancos, i famosi paesini tutti bianchi che, sono sincera, sembrano una brutta copia di quelli visitati durante il mio roatrip della Puglia. Se non fosse stato per le viste spettacolari su vallate e paesaggi collinari, sono la prima che non avrebbe trovato grande differenza tra le foto scattate qui e quelle risalenti alla giornata a Ostuni e Monopoli. Ma per l’appunto, sono le vedute stesse a meritare una giornata di guida tra i tornanti.

Partendo da Siviglia, consiglio un primo stop a Zahara de la Sierra, ma giusto per sgranchirsi un po’ le gambe con una passeggiatina nelle quattro viuzze del centro, bersi un caffè nell’unico bar del paese (sulla qualità dello stesso stendiamo un leggero velo pietoso: diciamo che era “autoctono”, moooolto autoctono) e ammirare il lago e il paesaggio dall’alto.

Tappa centrale della giornata è Ronda, dove vale la pena fermarsi alcune ore per una passeggiata nella vecchia cittadella araba, visitare la Plaza de Toros e ammirare da uno dei tre ponti  il suggestivo Tajo, la spaccatura gigantesca che si apre a strapiombo per 160 metri sul torrente sottostante. Vale la pena fermarsi qui per pranzo, in uno dei locali in Plaza del Secorro o nelle immediate vicinanze (la nostra scelta è ricaduta casualmente su Volapiè e direi che non ci è andata per nulla male).

Si continua poi passando per Grazalema, piccolo e affascinante paesino con una bellissima vista, ma praticamente disabitato. E quando dico “piccolo” intendo davvero minuscolo: giusto un’altra sgranchitina di gambe, per intenderci.

Ultima tappa: Arcos de la Frontera. Anche qui una passeggiatina rapida, ma poi suggerisco di fermarsi per una cafè alla Casa del Corregidor. Perfetto se ci si arriva in orario tramonto: la vista dalla terrazza (o vetrata della sala interna riscaldata, nel caso di viaggio invernale) sarà ancora più magica. Buono a sapersi: la Casa del Corregidor è anche un hotel. Doveste sentirvi già molto stanchi, potete sempre decidere di fermarvi qui anche la notte e godervi di nuovo la vista magnifica in orario colazione.

Per i più coraggiosi, però, non è finita qui. Il programma di viaggio prevede ancora un’altra mezz’oretta di strada fino a Jerez, una cena veloce e il crollo sul letto dell’hotel. Distrutti, quello sì, ma ho mai parlato di viaggio “rilassante”?! 🙂

 

 

Day 5 – Jerez de la Frontera/ Vejer de la Frontera / Tarifa / Gibilterra / Malaga

Sveglia a Jerez oggi. Il che merita di aprire una breve parentesi sui principali tips relativi a questa città.

COSA FARE e VEDERE

  • Anche se non siete appassionati di cavalli, una visita alla Fundación Real Escuela Andaluza del Arte Ecuestre vale davvero la pena. Durante il giorno vedrete le prove dello spettacolo di cavalli e potete visitare il museo equestre (io stessa pensavo sarebbe stato di una noia mortale e invece…! Se trovate del tempo la sera, anche la classica turistata dello spettacolo tipico di cavalli andalusi potrebbe avere il suo perché.
  • La passeggiata per il centro, così come la visita alla Cattedrale e all’Alcazar sono facilmente perdibili. Dopo Siviglia, e sapendo di dover ancora visitare Malaga e Granada, diciamo che non la inserirei tra le cose assolutamente da vedere in questa settimana di roadtrip
  • Molto meglio invece, se riuscite a stare via più giorni e avete una mezza giornata che vi avanza, concedersi del meritato relax in uno dei lussuosi hotel a 5 stelle immediatamente fuori dal centro. Tra spa, centri benessere e campi da golf.
  • Senza dimenticare che Jerez è anche meta prediletta per gli appassionati di motociclismo. Voglia di correre in pista per una giornata? Eccovi accontentati.

DOVE MANGIARE

  • Albalà è il mio unico consiglio. Ma con questo andrete sul sicuro. Si può prenotare e mangiare seduti ai tavoli oppure entrare senza prenotazione e bersi un drink accompagnato da tapas (buonissime!) appollaiati su sgabelli nella zona dedicata. E’ anche strategicamente situato a pochi metri dalla scuola d’arte equestre: perfetto “pit stop gourmet” prima o dopo una visita qui o uno spettacolo serale di cavalli.

DOVE DORMIRE

Come dicevo prima, sembra che Jerez ci sia un’elevatissima concentrazione di hotel a 5 stelle. Anzi, mi correggo: di hotel a 5 stelle a prezzi davvero ridicoli. Inutile dire che davanti a un preventivo di 30€ a notte a camera (camera superior, colazione inclusa, centro benessere,campi da gold, etc. etc.) non si esita nemmeno un attimo nel prenotare. Vi basta andare su uno qualsiasi dei motori di ricerca online e avrete l’imbarazzo della scelta.

 

Ma torniamo al roadtrip. Che con Jerez non siamo nemmeno a metà giornata, eh.

Mancano ancora un bel po’ d altre tappe:

  • Vejer de la Frontera: poco visibile sulle guide, non sottovalutatelo però, vi sorprenderà davvero. Perchè questo è senza dubbio il più bello dei paesini visitati, pieno tra l’altro di ristorantini adorabili dove immagino quanto bello potrebbe essere stato fermarsi per pranzo o, ancora meglio, cenare prima di fermarsi a dormire proprio in paese. Un “good to know” per voi, un “a saperlo prima” per noi, eh sì.
  • Tarifa: punta più a Sud di tutta la Spagna, meta di surfisti da tutto il mondo. Tarifa però vale bene uno stop anche se non hai mai abbracciato una tavola in vita tua, anche se è gennaio e in teoria la spiaggia dovrebbe essere disabitata. E lo merita tutto grazie al Chiringuito, ristorante sulla spiaggia, vista mare (e Marocco in lontananza, ma nemmeno così lontano), dove potersi gustare un delizioso polipo alla griglia e un’insalata di mango riscaldati dai raggi di sole. Altro che inverno.
  • Gibilterra: andarci, bisogna andarci. Se non altro per poter dire di essere stati in Inghilterra per un paio d’ore all’interno dello stesso viaggio. E vedere la famosa rocca protagonista di tante leggende. Perché per il resto Gibilterra è tristanzuola forte, ammettiamolo. Giusto un’altra passeggiatina per l’improbabile Old Town “english style” e poi di nuovo in macchina, che la strada è ancora lunga.

Ancora due ore di guida, infatti, ma poi si arriva a Malaga. E non c’è nulla di più bello che fare check in in hotel e poi collassare in camera.

 

 

 

Day 6 – Malaga

Penultimo giorno a Malaga, che si fa?

COSA FARE e VEDERE

  • una passeggiata per il centro, passando per la Cattedrale, il Mercado Central de Atarazanas, plaza de la Consitucion, fino a plaza de la Merced, per iniziare la giornata con un caffè al sole in uno dei suoi baretti (il migliore? il particolarissimo Café con Libros, non perdetevelo!)
  • la visita del Museo Picasso
  • una scarpinata (sì, chiamiamola proprio così) fin su, al Castello di Gibralfaro, dove però si gode di una favolosa visita sulla città
  • una giro in bici sul lungomare

DOVE MANGIARE

  • Astrid Taperia Organica: hummus di patata dolce (divino!), seitan, tofu, insalatone e tutti quei piatti che fanno la felicità di vegani, vegetariani e tutti gli amanti dell’healthy lifestyle in generale. Una panna cotta di mango che ha vinto il dolce di miglior dolce della vacanza. E tanti innaffiatoi colorati che pensano dal soffitto. Un locale di cui non ci si può non innamorare.
  • El Meson de Cervantes: forse il locale su cui avevoriposto meno aspettatative, sicuramente il locale cheho amato di più di tutte le tappe toccate. Camerieri simpatici e gentilissimi e soprattutto tapas buone, buonissime. Prendete nota: il purè di zanahoria messo a guarnizione di una tapas di pesce era talmente buono che ne abbiamo poi ordinato un’intera porzione. Non perdetevelo.
  • La Cocotte: opinioni differenti su questo locale, lo ammetto. All’inizio la percezione era quella che il cameriere volesse sputarci nel piatto e la nostra presenza lo infastidisse. E fino all’arrivo delle portate devo riconoscere che l’avrei stroncato su due piedi. Ma mi sono dovuta ricredere: la tartare di salmone e avocato era favolosa. Il dolce ( una tarta de zanahoria decisamente rivisita – guardare le foto per credere!) un vero e proprio capolavoro. Poi che il personale fosse ancora indisponente a fine serata è un altro paio di maniche: classica situazione in cui il palato prende il sopravvento. 🙂

DOVE DORMIRE

Hotel Barcelo: la mia scelta, ma anche la scelta che consiglierei a tutti. Perfetto per spostarsi in treno (è proprio sopra la stazione, da cui parte anche il trenino per l’aereoporto), walking distance dal centro, interni di design e una di quele ricche, ricchissime colazioni a buffet che piacciono tanto a me. Ah, valore aggiunto da non dimenticare: strategicamente localizzato a soli 5 minuti a piedi da Primark (mica pensavate che non fossi riuscita a trovarne uno anche in questo viaggio vero?1?). 🙂

 

 

 

Day 7 – Granada

Last, ma certamente not least, Granada.

Io l’ho tenuta per ultima per questioni logistiche, di voli, orari, persone che l’avevano già vista, etc. etc.

Per farvela breve, anche se siete a Malaga in solitaria, basta contattare un Viajes Rusadir e il tour di una giornata da Malaga a Granada, con annessa visita dell’Alahambra e del Generalife, è servito su un piatto d’argento. Certo, non sperate di trovare una compagnia di aitanti giovani, ma puntualità, organizzazione perfetta, visita guidata (e soprattutto zero fatica) sono garantiti.

Se poi foste più indipendenti, potrebbe valere la pena fermarsi anche qui una notte, magari al Palacio de Los Patos, con ristorante annesso decisamente niente male. Non potrete che apprezzarlo.

 

 

E qui si conclude il roadtrip dell’Andalusia che consiglio a tutti voi. Non vi è venuta già voglia di alberi arancio e azulejos in ogni angolo???

Poi se ci fosse qualcuno in lettura che ci è già stato e vuole integrare i miei travel tips con qualche altro suggerimento, beh, si faccia avanti eh!  🙂

 

 

 

Email this to someoneShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on FacebookPin on Pinterest

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *